Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

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Rani e Katya
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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Rani e Katya » sab 11/feb/2012 16:16:22

Luke e Kyriax ha scritto:
Ran e Katy ha scritto:Un FBML è praticamente una "sezione" di benvenuto in cui è possibile scrivere ciò che si vuole. Purtroppo non so come si faccia a crearne uno, ma basta googlarlo :P Dico solo le cose sommarie sia per evitare di scoraggiare eventuali interessati, sia perché non so se c'è un limite di spazio °3°
Nella mia insopportabile pignoleria non posso non precisare come in realtà l'FBML sia l'acronimo di "Facebook Markup Language", un po'come dire HTML, insomma. :mrgreen:
Sì, lo so, era per spiegare di cosa si trattasse :lol:
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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Claudio-Olyandra » ven 17/feb/2012 18:45:35

Che ne dite se proseguiamo coi lavori? Dobbiamo costruire un portale snello, intuitivo ed efficace per catturare l'interesse dei lettori ed instradarli verso un compiuto approfondimento della materia. ;)

Suggerisco una divisione dei compiti. Alcuni lavorano alla presentazione, altri selezionano le forme più comuni e spiegano le basi concettuali del rapporto tra forma e personalità, altri ancora predispongono una lista di risposte ai dubbi più comuni. Coraggio, scegliamo un ambito da sviluppare, anzi scegliete voi: io farò quello che voi non vorrete fare. :P
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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Cassandra e Sibilin » ven 17/feb/2012 18:50:29

Io posso redigere qualcosina riguardante il daimon/forma daimon/perchè la forma/headmates. Sono i miei argomenti preferiti! xD Però ho bisogno di calma, è un pessimo periodo...
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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Claudio-Olyandra » dom 19/feb/2012 15:41:56

Ci siamo accorti che il materiale essenziale per riempire il gruppo Facebook esiste già: si trova nell'argomento relativo ai contenuti del sito. 8-) A questo punto, procediamo a creare subito la pagina, tenendola inizialmente riservata, inseriamo gli articoli ed i link, quindi, quando siamo soddisfatti dell'impaginazione, la rendiamo di pubblico dominio. :D

Qualcuno si offre volontario per il disbrigo delle operazioni tecniche di creazione del portale? :)
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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Cassandra e Sibilin » dom 19/feb/2012 15:47:27

Creati mail, gruppo e utente fb :D

Abbiamo sistemato il primo articolo, vedete se va bene:
Il Daimonismo: cenni introduttivi.
Il Daimonismo è un movimento filosofico fondato negli Stati Uniti d'America da una certa Okibi quando correva l'anno 2003. Chi non ne ha mai sentito parlare potrebbe cadere in un facile equivoco: daimon=demone, ergo Daimonismo=setta satanica. Bene, chiariamo sin d'ora che questo è radicalmente FALSO. Il Daimonismo non costituisce una fede religiosa e non prevede il culto di divinità o potenze sovrannaturali: semplicemente insegna l'introspezione, la conoscenza di sé, la scoperta della propria, autentica personalità, il tutto senza cerimonie mistiche o altro, in quanto l'esperienza introspettiva è rigorosamente individuale. In questo gruppo vi saranno illustrati i rudimenti del movimento filosofico, che potrete approfondire nelle sedi adeguate. Sebbene questa filosofia abbia molti pilastri riconosciuti, ciò non esclude che ciascuno viva il rapporto con il proprio daimon secondo modalità squisitamente personali, che rispondono al suo modo di essere ed al suo approccio alla filosofia stessa. Per chiarire un po' meglio la questione bisogna partire dal "protagonista" di questa filosofia di vita, il daimon, per l'appunto. Di daimon hanno dibattuto moltissimi filosofi dell'antichità e della modernità, perché il tema è di quelli che più di tutti affascinano l'intelletto esploratore dell'uomo: la natura del'anima umana. Sì, ogni uomo ha un proprio daimon, unico, esclusivo, irripetibile, e può comunicare con luii (v. parole chiave). Questa comunicazione si fonda sul sapersi ascoltare, sulla capacità, comune a tutti, di concentrare l'attenzione su se stessi, per cogliere i sussurri del proprio daimon. È bene evidenziare subito che il daimon è una parte dell'uomo e lo accompagna per la vita, perciò non ha nulla a che fare con totem, angeli custodi, spiriti protettori e simili entità, le quali, per chi ci crede, sono sempre esterni all'uomo. Il daimon, invece, lo guida e lo assiste nelle sue decisioni dall'interno. Per quale motivo è utile saper indagare dentro di sé e scrutare nel profondo della propria personalità? Essenzialmente per conoscersi meglio; conoscersi meglio aiuta ad essere più liberi, più se stessi, più spontanei ed autentici nelle relazioni cogli altri; e, infine, tutto questo aiuta ad essere più felici, a realizzare meglio le proprie inclinazioni più genuine. La società moderna ci proietta troppo spesso nella dimensione dell'avere e dell'esteriorità, esigendo da noi efficienza, produttività, flessibilità, dinamismo. Tutto questo non è nocivo, anzi è essenziale per la convivenza civile ed il progresso, però nessun "avere" e nessun "agire" può dare buoni frutti, se non è sostenuto e preceduto dall'"essere", proprio quell'orizzonte del quale molti hanno smarrito il ricordo. Sembra quasi che il mondo di oggi abbia dimenticato che ogni persona ha una componente “spirituale” e che il suo benessere e la sua felicità non possono prescindere dall'armonia psicofisica e dalla conoscenza di sé e dei propri bisogni, desideri, inclinazioni ed aspettative. Il Daimonismo è appunto un'occasione di allentare la frenetica corsa del vivere quotidiano per dedicarsi un po' a se stessi, al proprio "essere". Gli aderenti a questa filosofia, detti daemian (pron. lat.: dèmian; pron. ingl.: dìmian), affermano di sentirsi più "padroni di sé", più liberi e soddisfatti, poiché si conoscono nel profondo e sanno cosa vogliono dalla vita e quali sentieri intraprendere di volta in volta.
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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Rani e Katya » dom 19/feb/2012 17:14:52

A me sembra ottimo per dare le linee basi del Daimonismo :D Ma quindi alla fine avete creato una pagina o un gruppo?
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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Cassandra e Sibilin » dom 19/feb/2012 20:51:31

pagina su fb :D guarda gli mp!

L'articolo di Anna è semplicemente perfetto così com'è:
Genealogia Filosofica del Daimonismo
Così come ad un certo punto della storia del pensiero si viene a formare un equilibrio tra cosmo e individuo, nel quale ordine il cosmo è regolabile e pensabile solo grazie al suo nucleo nel pensiero umano, così nell'essenza più intima dell'uomo si crea una tripartizione metodologica della mente, dove l'Io assume, al contrario di quanto si pensasse precedentemente, solo una minima parte nella mente sconfinata ed inesplorata. Platone, il filosofo dal quale attingiamo gran parte delle notizie ritenute vere su Socrate (primo a parlare di daimon in termini di anima, ed interiorità) applica una divisione dell'indole umana in tre parti:
Epithymetikòn (desiderio materiale avido e irrazionale); thymoedeìs (forza collerica e gloriosa); loghistikòn (razionalità e sapienza, anima).
Qualche secolo dopo il filosofo e primo psicanalista Freud leggendo il dialogo “La Repubblica” identificherà le tre indoli in termini psicologici: il continuo desiderio materiale sarà definito ES, ovvero l'inconscio inaccessibile ed infinito, intrinseco e buio, la forza collerica sarà l' IO, ossia la parte di noi che viviamo coscientemente ogni giorno nel nostro vivere sociale, infine la razionalità dell'anima sarà definita dal filosofo SUPER-IO, cioè la parte eticizzante dentro di noi che ci suggerisce cosa fare e non fare, come comportarci moralmente per star bene con noi stessi.
Ed è proprio a quest'ultima parte della psiche umana che il daimonismo dona una centralità oltremodo importante: l'autocoscienza e il rapporto libero con se stessi si sviluppa nella consapevolezza dell'intima moltitudine in noi.
Il daimon è nella tradizione filosofica quella “voce” che permette all'umano di prendere coscienza di cosa siamo davvero, di quel che dobbiamo fare, intimo consigliere delle nostre più intime confessioni, perché nel dialogo con se stessi si è sempre sinceri, si è profondi, non si teme giudizio improprio, non si ha paura.
Siamo noi che giudichiamo noi stessi, riflettiamo simbolicamente la nostra essenza, ci specchiamo in essa, raggelando dall'amore che può scaturire dall'interiorità che conosce, finalmente, se stessa.
Se è questo il fine ultimo al quale tendiamo: Conoscenza intima di noi e del mondo che ci circonda. Senza conoscere la nostra più noumenica essenza, mai saremo in grado di comprendere quel che c'è di esteriore.
L'uso che si fa della tripartizione è semplicemente a scopo metodologico per comprendere l'essenza più assoluta e invisibile che risiede dentro di noi:
il mondo occidentale ha sempre lasciato pochissimo spazio all'introspezione poiché sempre volto ad atti esterni che se non aiutati dal contatto dell'uomo con se stesso confondono fino ad annullare ed alienare la vera essenza che porta alla libertà di essere ed esprimere al massimo noi stessi.
Molto spesso il Daimonismo è accostato a religioni di sorta, idolatrie di totem o spiriti magici; esso non è niente di tutto ciò, ma è semplicemente una filosofia ed uno stile di vita che viene ben descritto in una frase di Giordano Bruno che dice: “Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.”
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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Cassandra e Sibilin » dom 19/feb/2012 21:58:29

Ecco il secondo contributo di Claudio, incentrato sulle forme, mentre gli accenni al genere sono miei. :D

Perché una forma?
La premessa del Daimonismo e la sua stessa ragion d’essere consiste nel fatto che conoscersi davvero è alquanto ostico. Non solo le aspettative sociali ed i giudizi ricevuti, ma anche le categorie mentali, i sensi di colpa, le paure inconsce tendono inevitabilmente a deformare la personalità dell’individuo, esaltandone alcuni profili a scapito di altri, meno onorevoli, meno utili o meno evidenti. Eppure, per quanto l’uomo possa sforzarsi di apparire, a se stesso ed agli altri, diverso da com’è in realtà, la sua psiche non muta e la persistente antinomia fra il carattere genuino e quello ostentato può determinare conflitti interiori, frustrazioni e scarsa accettazione di sé. Per ridurre questi rischi e raggiungere la piena armonia interiore è bene studiarsi dentro ed approfondire le proprie attitudini, passioni e mancanze in modo oggettivo. La simbologia gioca un ruolo primario in tal senso. Lo strumento più efficace per avviare l’introspezione è associare alla propria autentica personalità, dunque al daimon, una forma che ne evidenzi i punti salienti. Generalmente ci si concentra su forme animali, in quanto, mediante gli studi di biologia ed etologia, risulta agevole ricostruire le loro condotte tipiche. Il daemian alle prime armi si sottopone ad un questionario caratteriale diretto a rilevare il suo atteggiamento individuale e sociale, le sue paure, i suoi punti di forza, i suoi sogni, le sue propensioni, quindi i daemian più esperti, esaminando le risposte fornite, individuano una o più forme che potrebbero efficacemente rappresentare quel carattere e gliele segnalano. A questo punto, già instradato, il daemian novizio, tramite l’approfondimento della forma simbolicamente assunta dal suo daimon e, dunque, tramite lo studio del comportamento dell’animale metaforicamente associatogli, può svelare nuovi profili del proprio essere e prendere atto di cosa giace nell’intimo della sua psiche. Il presupposto di tutto è la sincerità, la disponibilità a vedere anche i lati meno nobili della propria personalità, giacché solo chi riconosce i propri difetti può effettivamente emendarsi e solo chi si conosce realmente è in grado di trovare il proprio posto nella vita sociale, sentimentale e professionale. Una volta divelto il primo strato di incrostazioni ed autoinganni generati dal narcisismo, dai commenti degli altri, dai consigli ricevuti e da quella miriade di fattori omologanti provenienti dal mondo esterno, il daemian può proseguire nello studio di sé e scoprire i misteri della propria psiche fino a raggiungere la pace interiore, la perfetta armonia tra il proprio essere ed il proprio apparire, tra il proprio carattere ed il comportamento concretamente manifestato, tra la propria impronta emotiva e gli atteggiamenti tenuti. La forma del daimon, in alcuni casi, gioca una forte influenza sul genere di quest’ultimo: questo a causa del dimorfismo sessuale degli animali che rappresentano le personalità umane. Un animale il quale nella sua forma maschile differisce molto dal comportamento di un esemplare femminile determinerà il risultato dell’analisi di una persona in base al proprio sesso. Ad esempio, leone e leonessa hanno un forte dimorfismo sessuale: se una persona con un daimon leone sarà pigra e tendenzialmente aggressiva, tutt’altro si dovrà dire di una persona con un daimon leonessa: materna, intraprendente e più fragile. Questo processo avviene in molte altre specie, e può determinare in alcuni casi il genere del daimon. La questione è estremamente complessa e le poche righe che precedono non costituiscono che una sintesi essenziale.
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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Luke e Kyriax » dom 19/feb/2012 22:01:39

Ragazzi, sono tutti testi ottimi :)
Rendono ben chiaro come il daimonismo non sia un gioco per bambini con gli amici immaginari e non sia neanche una qualche strana setta 8-)

Siete bravissimi e mi fate sentire inutile, visto che a scrivere io sono un disastro xD
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(mi hanno detto così; però francamente non ne ho idea)

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Re: Contenuti del gruppo Facebook sul Daimonismo

Messaggio da Cassandra e Sibilin » dom 19/feb/2012 22:06:15

Questo è il mio bimbo, offerto in sacrificio per voi :mrgreen:
Beh, potete sempre dirci cosa secondo voi va o non va xD per ora secondo voi va? xD
“Headmates”
Essendo il daimon un elemento strettamente attinente alla nostra psiche –dunque una parte di sé raggiungibile con un’attenta introspezione- potrebbe essere molto facile, per noi, confonderlo con enti che, pur facendo parte del nostro io, si differenziano da esso per uno o più motivi.
Cominciamo comunque col rimarcare che daimon non è uguale ad amico immaginario, com’è ovvio. Un amico immaginario è sempre e comunque, come dice la stessa etimologia, immaginario. È come desideriamo lui sia, ed è totalmente creato da noi. Farà e risponderà esattamente come ci si aspetta che faccia. È una rappresentazione di come vorremmo essere. Più esattamente, di un desiderio effimero, e non di una reale aspirazione (quest’ultima ha uno strettissimo legame con ciò che il daimon rappresenta), o di un lato del nostro carattere. È, innegabilmente, statica e non dinamica, una creazione forzata che noi stessi facciamo, e non una rappresentazione di come noi siamo. Un amico immaginario rispecchia innegabilmente una buona parte delle nostre illusioni, su come siamo e come vorremmo essere davvero, oppure soddisfa un bisogno che al momento abbiamo (non infrequenti infatti sono gli amici immaginari nei bambini!).
Più sottile, e ben più insidiosa, è la differenza tra daimon ed altri enti che fingono di esserlo. La discussione più fervida ed accesa si è fino ad ora orientata, a lungo, su quello che viene chiamato headmate. Molti daemian, anche esperti, hanno avuto contatti con questo genere di ente pseudodaimoniano, molto più difficile da, per così dire, stanare. La tesi più accreditata riferisce l’headmate come una struttura creata dalla stessa mente –ad insaputa del conscio, ovviamente-, come riflesso di una paura, di un desiderio, di un bisogno di un elemento qualsiasi rimasto dentro di noi, irrisolto. Un qualcosa che comunque si rapporta in svariati modi e momenti a noi (a volte spacciandosi per lo stesso daimon). Un elemento, comunque, da superare: come spesso succede, è più facile per noi combattere qualcosa se le si dà un limite, e diventa obbligatorio affrontare una cosa da cui si scappa quando ci si para davanti. E quale modo più facile per combattere una cosa se non interagire con essa? Una headmate, riassumendo, non sarebbe dunque altro che un ente simbolico, con noi interagente, creato, dal nostro stesso inconscio, per affrontare e superare questioni rimosse per qualche motivo dal nostro conscio. Elemento che può infatti contribuire alla loro comparsa è, difatti, lo stress emotivo e psicologico. Per una mente momentaneamente indebolita da un problema che non riesce a superare diventa ovvio il cercare una scappatoia, sublimando la questione stessa in un qualcosa con cui si riesce ad interagire. Sono molto spesso, dunque, prodotti della stessa mente, e non rispecchiano, come il daimon, una parte “intrinseca” del nostro stesso carattere, di ciò che siamo veramente. Una volta risolto il problema che sta alla radice dell’ente, comunque, si verifica spesso la scomparsa dell’headmate stesso, come più volte riferito da vari daemian che hanno avuto di queste esperienze.
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